Dove iniziano nuovi percorsi.
Quale distanza possiamo ridurre insieme?
Due sensi della stessa parola
In HESUM relazione significa due cose, e tenerle distinte è necessario.
C’è la relazione che studiamo: quella tra le persone e il patrimonio culturale. È l’oggetto della ricerca e il centro del modello — ciò che accade quando un bene smette di essere semplicemente un oggetto e comincia a raccontare qualcosa di noi.
E ci sono le relazioni che abitiamo: i legami concreti con persone, comunità, istituzioni e ricercatori, attraverso cui il laboratorio lavora.
Non sono la stessa cosa. Ma non sono separate: nessuna relazione tra un patrimonio e le persone si costruisce senza relazioni tra persone. Le seconde sono la condizione delle prime — e sono anch’esse un campo da osservare, non un elenco di contatti.
La relazione che studiamo
È il nucleo centrale del modello: lo spazio reciproco nel quale persona e patrimonio producono significati. Il patrimonio modifica lo sguardo di chi lo incontra; quella persona, guardandolo, vi inserisce memorie e significati nuovi.
Non la diamo per acquisita e non la promettiamo: nessun progetto crea automaticamente appartenenza. Si possono soltanto costruire le condizioni perché una relazione abbia luogo, e poi osservare che cosa è realmente accaduto.
Le relazioni che abitiamo
Il laboratorio non nasce nel vuoto. Lavora dentro legami già attivi e ne sta costruendo di nuovi: associativi e territoriali, istituzionali, di ricerca.
Oggi il lavoro passa attraverso una base associativa radicata nel territorio, attraverso cui prendono forma progetti culturali, attività educative ed eventi con le comunità; attraverso luoghi che funzionano da laboratorio prima ancora che da sede — un museo, una biblioteca, un chiostro; attraverso relazioni con musei del territorio nate da progetti condivisi; attraverso esperienze di educazione museale maturate con istituzioni di tutela; e attraverso collaborazioni di ricerca universitaria su rilievo architettonico e digitalizzazione del patrimonio.
Altre relazioni sono ancora da costruire: musei ed ecomusei in cui verificare il metodo attraverso progetti pilota, e le comunità del territorio in cui il laboratorio ha radice — soggetti di conoscenza, non destinatari di un progetto.
Distinguere ciò che esiste da ciò che stiamo costruendo ci sembra parte dell’onestà del lavoro.
Con chi lavoriamo
Musei e luoghi culturali, quando costruire relazioni durature con pubblici diversi è difficile: analisi delle distanze e delle soglie, metodo, progetto pilota, soluzioni appropriate.
Ecomusei e territori, quando il legame tra comunità, patrimonio e visitatori è debole.
Soprintendenze e amministrazioni, quando servono progetti fondati scientificamente e sostenibili nel tempo.
Università e ricerca, per sperimentare strumenti e modelli su casi reali e pubblicarne gli esiti.
Associazioni e comunità, che non sono destinatarie di un progetto ma co-produttrici di significato.
Come cominciamo
Quasi sempre da una conversazione su un problema concreto, non da un catalogo di prodotti. Ogni soluzione è situata: non esistono strumenti pronti validi per ogni patrimonio.
Se c’è un luogo, una collezione o una comunità su cui state lavorando, la domanda da cui partiamo è sempre la stessa: quale distanza impedisce oggi la relazione?