Distanze

Ogni progetto nasce da una distanza.

Prima di immaginare una soluzione, HESUM osserva le distanze che separano le persone dal patrimonio culturale.

Non tutte le distanze sono fisiche. Molte sono invisibili. Esistono luoghi perfettamente accessibili che rimangono culturalmente lontani; patrimoni ricchi di significato che non riescono a diventare familiari; comunità che convivono ogni giorno con beni straordinari senza sentirli realmente propri.

Ridurre una distanza non significa soltanto facilitare l’accesso. Significa comprendere perché quella distanza esiste e quali condizioni possono trasformarla in una relazione.

Per questo ogni progetto HESUM inizia sempre da un’osservazione.


La soglia

Ogni patrimonio possiede una soglia.

Il concetto di soglia non nasce con HESUM: lo assumiamo dagli studi di Adalgisa Lugli e lo utilizziamo come lente analitica per osservare il punto in cui la distanza diventa esperienza.

La soglia non coincide necessariamente con un ingresso, una biglietteria o una porta. È il punto in cui una persona decide, consapevolmente o meno, se quel patrimonio la riguarda oppure no.

Una soglia può essere costituita dal linguaggio utilizzato, dalla complessità dei contenuti, dall’assenza di riferimenti personali, dal contesto sociale, dall’accessibilità, dalla comunicazione, dalle esperienze vissute, dai pregiudizi, dall’età, dalle competenze o semplicemente dalla percezione che quel luogo non sia pensato per lei.

La soglia rappresenta quindi il passaggio tra estraneità e relazione.

HESUM non considera le soglie come ostacoli da eliminare, ma come fenomeni da comprendere. Ogni soglia racconta qualcosa del rapporto tra un patrimonio e le persone che lo incontrano.


Le distanze che osserviamo

Ogni patrimonio è diverso. Per questo HESUM non applica modelli rigidi, ma osserva ogni contesto attraverso una pluralità di soglie che spesso convivono e si influenzano reciprocamente.

Tra queste analizziamo:

La soglia percettiva, quando un patrimonio non riesce ad attirare l’attenzione o non viene realmente osservato.

La soglia cognitiva, quando i contenuti risultano troppo complessi o presuppongono conoscenze che molte persone non possiedono.

La soglia emotiva, quando manca un coinvolgimento personale capace di trasformare la visita in esperienza.

La soglia culturale, quando linguaggi, codici o narrazioni escludono parte del pubblico.

La soglia sociale, quando alcune comunità non si riconoscono nei luoghi o nelle modalità con cui il patrimonio viene raccontato.

La soglia relazionale, quando non si costruisce alcun legame tra il patrimonio e la vita delle persone.

La soglia esperienziale, quando la visita rimane passiva e non lascia alcuna risonanza.

La soglia dell’accessibilità, quando barriere fisiche, sensoriali o tecnologiche limitano la possibilità di partecipare.

La soglia digitale, quando gli strumenti tecnologici non aumentano realmente la comprensione ma aggiungono soltanto complessità.

La soglia identitaria, quando una persona non riesce a riconoscere nel patrimonio una parte della propria storia, della propria comunità o della propria esperienza.

Le soglie qui descritte non costituiscono una classificazione definitiva: sono un modello di osservazione che il laboratorio verifica, amplia e aggiorna attraverso la ricerca e i progetti.


Comprendere prima di progettare

Ogni soluzione sviluppata da HESUM nasce dall’incontro tra queste osservazioni.

Non esiste una tecnologia capace di ridurre ogni distanza. Non esiste una metodologia valida per ogni patrimonio. Ogni luogo, ogni comunità e ogni bene culturale costruiscono relazioni differenti.

Per questo il nostro lavoro non consiste nell’applicare strumenti predefiniti, ma nell’individuare quali soglie siano realmente presenti, come interagiscano tra loro e quali condizioni possano favorire la nascita di una relazione autentica.

Solo dopo questa fase di ricerca scegliamo linguaggi, esperienze, tecnologie e percorsi progettuali.

Per HESUM la soluzione non è mai il punto di partenza.

È la conseguenza di una distanza compresa.


Progetti e soluzioni

Ogni soluzione che sviluppiamo e ogni progetto che avviamo nasce da una distanza osservata. Per questo non li presentiamo come un catalogo di strumenti, ma a partire dal problema che affrontano.

Le soluzioni, lette a partire dalla distanza che affrontano

I progetti in cui il metodo viene verificato